Il diritto al risarcimento per perdita del bagaglio prescinde dal numero di bagagli consegnati al check-in, con la conseguenza che se i propri effetti personali sono posti nel bagaglio di un proprio familiare, si ha comunque diritto al risarcimento previsto dalla Convenzione di Montreal sul trasporto aereo internazionale.
di Giuditta Merone
Con questa interessante pronuncia, la Corte di Giustizia amplia il novero delle sentenze interpretative in favore dei diritti dei passeggeri dell’Unione Europea.

1. I fatti
Una famiglia spagnola composta da genitori e due figli parte da Barcellona per arrivare a Parigi con l’aereo. I bagagli di tutta la famiglia sono ripartiti in due valigie, che vengono smarrite.
I quattro passeggeri chiedono pertanto, il risarcimento del danno quantificato in € 4.400,00.
Il giudice di primo grado accoglie parzialmente la domanda, riconoscendo un risarcimento di soli € 600,00, mentre il giudice d’appello decide di rinviare la vicenda alla Corte di Giustizia al fine di comprendere se la normativa internazionale applicabile al caso di specie (Convenzione di Montreal, vedi infra) debba essere interpretata nel senso che in caso di perdita del bagaglio abbia diritto al risarcimento del danno solo il passeggero intestatario dello scontrino identificativo del bagaglio, oppure se il risarcimento spetti anche a quei passeggeri i cui effetti personali siano stati posti in un bagaglio il cui scontrino identificativo sia riferibile ad altro passeggero.
2. La normativa di riferimento
La Convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale, siglata a Montreal del 28 maggio 1999 (“Convenzione di Montreal”) istituisce un quadro giuridico uniforme per disciplinare la responsabilità delle compagnie aeree in caso di danno ai passeggeri, al bagaglio ed al carico intervenuto durante viaggi internazionale.
La Convenzione di Montreal è stata recepita nell’ordinamento europeo con Dec. n. 2001/539/CE, ed è stata ulteriormente attuata con delle disposizioni complementari contenute nel Reg. (CE) n. 2027/97 sulla responsabilità del vettore aereo con riferimento al trasporto aereo dei passeggeri e dei loro bagagli.

L’art. 3, par. 3, della convenzione di Montreal, intitolato “Passeggeri e bagagli”, impone al vettore di rilasciare al passeggero uno scontrino identificativo per ogni bagaglio consegnato. Il successivo art. 17, intitolato “Morte o lesione dei passeggeri-danni ai bagagli”, stabilisce che “Il vettore è responsabile del danno derivante dalla distruzione, perdita o deterioramento dei bagagli consegnati, per il fatto stesso che l’evento che ha causato la distruzione, la perdita o il deterioramento si è prodotto a bordo dell’aeromobile oppure nel corso di qualsiasi periodo durante il quale il vettore aveva in custodia i bagagli consegnati. (…). Nel caso di bagagli non consegnati, compresi gli oggetti personali, il vettore è responsabile qualora il danno derivi da sua colpa ovvero da colpa dei suoi dipendenti o incaricati. (…). Salvo diversa disposizione, nella presente convenzione il termine “bagagli” indica sia i bagagli consegnati che quelli non consegnati”.
Infine, l’art. 22 della Convenzione di Montreal stabilisce un limite al risarcimento del danno conseguente a perdita, distruzione o deterioramento del bagaglio, fissato in 1000 “diritti speciali di prelievo” (corrispondenti a circa € 1.100,00) per passeggero.
Il giudice del rinvio si domanda se il summenzionato apparato disposto debba essere interpretato nel senso che il diritto al risarcimento conseguente alla perdita del bagaglio debba essere riconosciuto solo al passeggero i cui dati sono indicati sullo scontrino identificativo, ovvero se tale diritto spetti anche al passeggero che chieda il risarcimento a titolo di perdita di un bagaglio consegnato a nome di un altro passeggero.
In sostanza, il diritto al risarcimento, spetta anche al passeggero i cui effetti personali siano posti all’interno di un bagaglio consegnato a nome di altro passeggero?

3. Il giudizio della Corte
La Corte di Giustizia osserva che il termine “bagagli” viene definito all’art. 17, par. 4, della Convenzione di Montreal, come diretto ad indicare, salvo diversa disposizione, “sia i bagagli consegnati che quelli non consegnati”. Da ciò ne consegue che il vettore aereo è responsabile dei danni legati alla perdita dell’insieme dei bagagli appartenenti ai passeggeri, “tanto di quelli consegnati quanto di quelli non consegnati”. Pertanto, il diritto al risarcimento e la limitazione di responsabilità del vettore in caso di perdita del bagaglio sono applicabili anche nei confronti del passeggero che chieda il risarcimento a titolo di perdita di un bagaglio consegnato a nome di un altro passeggero.
Il fatto che il vettore sia obbligato a rilasciare uno scontrino identificativo per ogni bagaglio consegnato non implica che il diritto al risarcimento sia limitato ai soli passeggeri che hanno consegnato uno o più bagagli. Tale limitazione non sarebbe in linea con la ratio della Convenzione di Montreal, il cui scopo è quello di tutelare gli interessi degli utenti del trasporto aereo internazionale, garantendo loro un equo risarcimento secondo il principio di riparazione (terzo comma del preambolo della Convenzione stessa).
Pertanto, la Corte conclude affermando che “le pertinenti disposizioni della convenzione di Montreal, lette congiuntamente, devono essere interpretate nel senso che il vettore aereo deve essere considerato responsabile del risarcimento di un passeggero, in caso di perdita di un bagaglio consegnato a nome di un altro passeggero imbarcato sullo stesso volo, qualora in tale bagaglio perduto si trovino gli oggetti di tale primo passeggero la cui perdita costituisce il danno da esso subito”.

Se ne deduce un diritto individuale al risarcimento non solo al passeggero che ha consegnato individualmente il proprio bagaglio, ma anche a quello i cui oggetti si trovavano nel bagaglio consegnato da un altro passeggero imbarcato sullo stesso volo, in caso di perdita di tali oggetti.
Il diritto individuale riconosciuto dalla Corte amplia di certo la tutela dei diritti dei passeggeri nel trasporto aereo, tuttavia, resta il problema della prova del danno, che nei casi di perdita del bagaglio, è sempre abbastanza difficile da fornire. Di ciò sembrano esserne consapevoli anche i giudici di Lussemburgo, i quali dopo aver ricordato che “spetta ai passeggeri interessati, sotto il controllo del giudice nazionale, dimostrare a sufficienza di diritto il contenuto dei bagagli smarriti nonché il fatto che il bagaglio consegnato a nome di un altro passeggero conteneva effettivamente gli oggetti di un altro passeggero imbarcato sullo stesso volo”. Tuttavia, al fine di facilitare la prova nei casi di perdita di bagagli contenenti effetti appartenenti a passeggeri diversi, la Corte invita il giudice nazionale a tener conto del fatto che tale passeggero è membro di una famiglia, che ha acquistato i biglietti e si è registrata nello stesso momento, dunque è verosimile che i propri effetti siano posti all’interno di una delle valigie imbarcate a nome di altro familiare.

Corte di Giustizia 22 novembre 2012, n. C-410/11