In sede di liquidazione del danno, la mancata adozione da parte del giudice del merito delle Tabelle elaborate presso il foro di Milano in favore di altre, ivi ricomprese quelle in precedenza adottate presso diversa autorità giudiziaria, è idonea ad integrare una violazione di norma di diritto censurabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3) c.p.c. a cura della Redazione do Pluris/Cedam

Lo ha ribadito la Suprema Corte in una recente decisione che, nel quadro di un giudizio di risarcimento danni incardinato a seguito di un sinistro stradale ad esito mortale, ha accolto il ricorso del fratello della vittima il quale aveva censurato la quantificazione del danno morale sofferto operata dalla corte distrettuale in base alle Tabelle di Genova anziché di quelle di Milano. I parametri delle Tabelle di Milano, osserva la Cassazione, sono da prendersi a riferimento da parte del giudice di merito ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, ovvero quale criterio di riscontro e verifica di quella di inferiore ammontare cui sia diversamente pervenuto, precisandosi al riguardo che incongrua è la motivazione che non dia conto delle ragioni della preferenza assegnata ad una quantificazione che, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, risulti sproporzionata rispetto a quella cui l’adozione dei parametri esibiti dalle dette Tabelle di Milano consente di pervenire.

La corte del merito ha disatteso gli enunciati principi, conclude la decisione in epigrafe, laddove ha affermato che “dev’essere applicato, nel caso in esame, il consueto criterio di liquidazione del danno non patrimoniale a persona abitualmente in uso presso il Tribunale di Genova, del quale questa Corte condivide il fondamento”, nonché laddove la stessa ha ritenuto “congrua” la liquidazione operata dal giudice di prime cure, “seppure con l’inesatta dizione della non convivenza”, in quanto “comunque compresa nello scaglione di liquidazione del danno a fratelli conviventi”.

Esito del ricorso:
Cassa con rinvio, Corte di Appello di Genova, sentenza 1 settembre 2009, n. 958

Riferimenti normativi:
Art. 360 c.p.c.
Artt. 1226, 2056, 2059 c.c.

Precedenti giurisprudenziali:
Cass. Civ., Sez. III, 7 giugno 2011, n. 12408
Cass. Civ., Sez. III, 30 giugno 2011, n. 14402
Cass. Civ., Sez. III, 20 maggio 2015, n. 10263