“Il nuovo redditometro è in palese violazione degli articoli 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del cittadino contribuente l’onere della prova, che in qualsiasi civiltà giuridica dovrebbe essere posto in capo all’amministrazione pubblica, la quale dispone di strumenti invasivi e di accesso ai conti correnti bancari e postali”. Per questo ADUSBEF annuncia di aver dato mandato ai propri legali di impugnare in tutte le opportune sedi, dalle Commissioni tributarie al Tar del Lazio, il D.M. 24 dicembre 2012.

La lotta all’evasione fiscale, si legge nella nota stampa diffusa ieri dall’Associazione, può già contare sui numerosi strumenti di cui dispone l’Agenzia delle Entrate e sulle nuove norme introdotte da Governo, dal controllo dei conti correnti bancari e postali in vigore dal 1° gennaio 2013, al sistema informatico dell’Agenzia, che consente di incrociare, i dati dichiarati e quelli relativi alle spese realmente sostenute, con gli stessi conti correnti bancari: “è solo una inutile vessazione addossare l’onere della prova sulle spalle dei contribuenti, se l’amministrazione finanziaria già dispone tutte le informazioni”.

Numerose pronunce consolidate di Cassazione (l’ultima n. 23554 del 2012, depositata il 20 dicembre scorso), che fornisce nuovi chiarimenti sui controlli fiscali del nuovo redditometro, hanno stabilito che in merito al redditometro, è «il Fisco a dover provare l’incoerenza del reddito in ordine alla presunzione semplice dell’accertamento sintetico, essendo lo stesso redditometro uno strumento di accertamento sintetico che permette al Fisco di formulare solo una presunzione semplice non una presunzione legale, e quindi non può scaricare l’onere della prova sulle spalle del contribuente, stabilendo la Corte che non è il contribuente a doversi difendere sulla base dell’accertamento da redditometro, come previsto dalla nuova legge, ma è il Fisco a dover provare l’incompatibilità del reddito dichiarato con spese effettuate e tenore di vita.

Per tali ragioni, ADUSBEF ha dato mandato ai propri legali di impugnare in tutte le opportune sedi, dalle Commissioni tributarie al Tar del Lazio, il decreto ministeriale 24 dicembre 2012, affetto da rilevanti vizi di illegittimità, anche di ordine costituzionale, che invece di contribuire alla lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, sta ottenendo l’effetto di un ulteriore risentimento dei contribuenti onesti.

Sullo stesso argomento:

– M.Bruzzone, “”, il Quotidiano IPSOA del 18 gennaio 2013;

– “”, il Quotidiano IPSOA del 17 gennaio 2013;

– “”, il Quotidiano IPSOA del 17 gennaio 2013;

– N.Forte,“”, il Quotidiano IPSOA del 16 gennaio 2013;

– “”, il Quotidiano IPSOA del 16 gennaio 2013;

– S.Cinieri, “”, il Quotidiano IPSOA del 15 gennaio 2013;

– C.Carpentieri, “”, il Quotidiano IPSOA del 14 gennaio 2013

– A.Marcheselli, “”,il Quotidiano IPSOA del 14 gennaio 2013;

– R.Fanelli, “”,il Quotidiano IPSOA del 11 gennaio 2013;

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– F.Gavioli, “”,il Quotidiano IPSOA del 11 gennaio 2013;

– G.Ferranti, “”, il Quotidiano IPSOA del 10 gennaio 2013;

– R.Fanelli, “”, il Quotidiano IPSOA del 9 gennaio 2013;

– N.Forte, “”, il Quotidiano IPSOA del 8 gennaio 2013;

– G.Petruzzellis, “”, il Quotidiano IPSOA del 7 gennaio 2013;

– S.Cinieri, “”, il Quotidiano IPSOA del 7 gennaio 2013;

– N.Forte, “”, il Quotidiano IPSOA del 7 gennaio 2013;