Nel mese di ottobre 2012, il Gruppo di Lavoro sull’articolo 29 ha messo in luce le carenze della politica sulla privacy di Google e ha dato alcune raccomandazioni a Google su come affrontare queste carenze. Ad oggi, visto che Google non ha adottato alcuna misura precisa in risposta a tali raccomandazioni, i requisiti della direttiva non risultano ancora rispettati. I Garanti europei per la protezione dei dati continueranno le loro indagini in stretta cooperazione e adotteranno tutte le misure necessarie, secondo le loro competenze e poteri. I Garanti desiderano giungere a progressi significativi prima dell’estate. Antonello Soro, Garante Privacy in Italia non esclude azioni repressive.


Una task force guidata dal DPA francese (CNIL), consentirà di coordinare tali azioni.
La task force si riunirà nelle prossime settimane e inviterà Google per un’audizione.
Antonello Soro, Garante per la privacy italiano, commenta la decisione, assunta insieme ai suoi colleghi delle altre 26 autorità europee per la protezione dei dati, di lanciare prima dell’estate un’”azione repressiva” nei confronti di google che si rifiuta di modificare le sue norme sulla privacy.
“L’azione congiunta di tutti i Garanti europei nei confronti di Google mira ad affermare l’esigenza del rispetto della riservatezza dei cittadini europei anche da parte dei big della rete e dalle imprese che operano nel settore delle comunicazioni elettroniche ovunque siano stabilite”.
“E’ un’azione importante per salvaguardare non solo i cittadini, ma anche le imprese europee. Nel caso in cui non si riuscisse a far in modo che Google si adegui alle indicazioni delle autorità di protezione dati – spiega Soro – e non modifichi la sua privacy policy per mettersi in regola con le norme che si è data l’unione in materia, si determinerebbe infatti una situazione paradossale nella quale le imprese europee, che tutelano maggiormente i cittadini in quanto tenute al rispetto di obblighi rigorosi, sarebbero penalizzate rispetto agli over the top, come Google. Tutto ciò potrebbe peraltro portare con sè – conclude il Garante italiano – il rischio di far passare tra le imprese l’idea sbagliata e certamente dannosa per l’economia europea, specie nel difficile contesto attuale, che sia conveniente stabilirsi in altre parti del mondo per avere le mani libere e operare senza vincoli”.

Il gruppo dell’articolo 29 per la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali è un organo consultivo indipendente in materia di protezione dei dati e della vita privata, istituito dall’articolo 29 della direttiva 95/46/CE sulla protezione dei dati.
Esso è composto da rappresentanti delle autorità nazionali di protezione dei dati degli Stati membri dell’Unione europea, il garante europeo della protezione dei dati e della Commissione europea.
I suoi compiti sono fissati all’articolo 30 della direttiva 95/46/CE e all’articolo 15 della direttiva 2002/58/CE.
Il gruppo ex articolo 29 è competente a esaminare ogni questione attinente all’applicazione delle direttive sulla protezione dei dati al fine di contribuire all’applicazione uniforme.
Svolge questo compito fornendo dei suggerimenti, opinioni e documenti di lavoro.

Per ulteriori informazioni: https://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/index_en.htm
FONTE – Garante Europeo per la Protezione dei Dati Personali, Comunicato Stampa 27/2/2013
FONTE – Garante per la Protezione dei Dati Personali, Comunicato 28/2/2013, DocWeb 2291070

A cura della Redazione di Il Quotidiano Ipsoa