Ove la persona danneggiata muoia nel corso del giudizio di liquidazione del danno per causa indipendente dal fatto lesivo di cui il convenuto è chiamato a rispondere, la determinazione del danno biologico che gli eredi del defunto richiedano “iure successionis”
va effettuata non più con riferimento alla durata probabile della vita futura del soggetto, ma alla sua durata effettiva.

a cura della Redazione di Pluris/Cedam

Il principio, già enunciato dal giudice di legittimità, è stato ribadito in una recente decisione che, accogliendo il ricorso incidentale proposto dall’assicuratore, ha cassato con rinvio la pronuncia impugnata avendo la corte del merito liquidato in modo irrazionale il danno biologico tenendo conto della vita media e non già di quella effettivamente vissuta dalla vittima. Nel caso di specie, si trattava di una donna che, già vittima di lesioni personali a causa di un sinistro stradale, era poi deceduta per leucemia nella pendenza del giudizio risarcitorio.

Per tenere debito conto della vita effettivamente vissuta dalla vittima, il giudice del merito, conclude la Cassazione, adotterà il criterio della proporzione, secondo cui il risarcimento che si sarebbe liquidato a persona vivente sta al numero di anni che questi aveva ancora da vivere secondo le statistiche di mortalità, come il risarcimento da liquidare a persona già defunta sta al numero di anni da questa effettivamente vissuti tra l’infortunio e la morte.

Esito del ricorso:
Cassa con rinvio, Corte di Appello di Bologna, sentenza 10 ottobre 2011, n. 1188

Riferimenti normativi:
Art. 32 Cost.
Artt. 1226, 2043, 2056, 2059 c.c.

Precedenti giurisprudenziali:
Cass. Civ., Sez. III, 14 novembre 2011, n. 23739
Cass. Civ., Sez. III Sent., 24 ottobre 2007, n. 22338
Cass. Civ., Sez. III, 9 agosto 2001, n. 10980
Cass. Civ., Sez. III, 30 giugno 2015, n. 13331