La Corte Costituzionale dichiara costituzionalmente illegittimo l’art. 15D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 111(Attuazione della Dir. n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”), laddove pone un limite risarcitorio per i danni alla persona, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del contratto.

L’art. 15D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 111 sancisce la responsabilità del tour operator per i danni alla persona derivanti dal mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni che discendono dalla vendita del pacchetto turistico.
Come specificato anche in giurisprudenza (cfr. Cass. n. 19283 del 2010), il modello di responsabilità ivi previsto ripercorre sostanzialmente quello di responsabilità disposto dall’art. 1218 c.c., almeno per quanto riguarda i principi generali. Tuttavia, nella sentenza che qui si commenta, la Corte Costituzionale dichiara fondati i profili di illegittimità costituzionale per eccesso di delega, sollevati dal Tribunale di Verona con riferimento alla previsione del risarcimento dei danni alla persona contenuta nell’art. 15D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 111, nella parte in cui fissa un massimale per il risarcimento dei danni subìti dalla persona. limite risarcitorio

Il D.Lgs. n. 111 del 1995 aveva dato attuazione alla Dir. n. 90/314/CEE che disciplina i viaggi, le vacanze e i circuiti “tutto compreso” e nell’art. 15 aveva introdotto la disciplina della responsabilità per i danni alla persona, ponendo a carico dell’organizzatore di viaggi l’obbligo di risarcirli espressamente “nei limiti delle convenzioni internazionali che disciplinano la materia, di cui sono parte l’Italia o l’Unione europea, ed, in particolare, nei limiti previsti… dalla convenzione di Bruxelles del 23 aprile 1970 (C.C.V.) …”.

In realtà, come sottolineato dal giudice delle leggi, l’art. 24 della legge comunitaria 1993, nel delegare l’attuazione della direttiva comunitaria suindicata, aveva indicato sì quale parametro di riferimento la disciplina più favorevole per il turista-consumatore contenuta nella L. n. 1084 del 1977 di ratifica della Convenzione di Bruxelles, ma solo per quanto riguarda il limite risarcitorio in tema di danni diversi dal quello alla persona.

La Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV), firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, ratificata con la L. 27 dicembre 1977, n. 1084, disciplina infatti il contratto di viaggio, giuridicamente distinto dal cosiddetto “pacchetto turistico”, per il quale il legislatore del 1995 era stato delegato a dettare la disciplina di attuazione della direttiva comunitaria. Proprio per la diversità intrinseca intercorrente tra le due figure contrattuali, nei principi e nei criteri dettati per l’esercizio della delega era stato specificato che il rinvio alla fonte normativa internazionale era limitato solo ad alcuni aspetti del nuovo tipo contrattuale, ovverosia solo per i danni diversi da quello alla persona. Del resto, come espressamente sottolineato dalla stessa Corte Costituzionale in alcuni passaggi della sentenza che qui si commenta, tale indicazione era stata dettata dalla necessità di introdurre una disciplina comunque uniforme, ovvero non difforme dalle norme vigenti che regolano “prestazioni correlate”.

Le considerazioni in diritto espresse dal giudice costituzionale trovano conforto anche nella disciplina dettata successivamente dal Codice del consumo (D.Lgs. n. 206 del 2005) sui pacchetti turistici. Con riferimento ai profili di responsabilità per i danni alla persona (art. 94), infatti, spariva il riferimento specifico alla Convenzione di Bruxelles ed il comma 3, che nell’art. 15D.Lgs. n. 111 del 1995 rendeva nulli gli accordi tesi ad imporre limiti inferiori a quelli previsti dal comma 1, nel nuovo testo del 2005 rendeva nulli gli accordi tesi ad introdurre comunque dei limiti al risarcimento dei danni alla persona. I verbi sono volutamente volti al passato, in ragione dell’avvenuta abrogazione di tali disposizioni ad opera del Codice del turismo (che riprende comunque la disciplina sin qui analizzata nell’art. 44), in questi giorni tuttavia colpito da illegittimità costituzionale… ma questa è un’altra storia!

Corte Cost. 30 marzo 2012, n. 75

Maria Sichetti – Avvocato in Vasto, Dottore di ricerca in Diritto ed economia dei sistemi produttivi, dei trasporti e della logistica